venerdì, 26 giugno 2009

Il mistero della redenzione, che si realizza nella Croce, permane sempre vivo nella Chiesa, la quale è conscia che ciascuno dei suoi figli deve prender su di sé la sua parte di sofferenza per riparare, insieme con Cristo, i peccati del mondo. Essa, pertanto, mentre annuncia all’umanità le ricchezze del Cuore di Gesù ed invita ad avvicinarsi con piena fiducia al trono della grazia per trovarvi aiuto al momento opportuno (cfr. Eb 4,16), chiede pure ai cristiani di condividere l’infinita carità del redentore e di partecipare alla sua opera per la salvezza del mondo. Quanti cristiani generosi, toccati da questo invito, hanno saputo e sanno offrirsi, in unione con Cristo, come vittime per la salvezza dei fratelli e completano nella propria carne quello che manca ai suoi patimenti, a favore del suo corpo che è la Chiesa (cfr. Col 1,24)! Il loro esempio, come percorre tutta la storia della Chiesa, così è tuttora valido e stimolante. La Vergine Maria, presente ai piedi della Croce, è per tutti noi il modello più alto per la sua diretta partecipazione alla passione di Cristo, dal cui Cuore squarciato si riversa sul mondo la grazia che salva.

Angelus,30 giugno 1991 Papa Giovanni Paolo II 
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giovedì, 25 giugno 2009
La preghiera è la regina nel Cuore di Cristo,
preghiera per tutti e per ognuno,
supplica che costantemente sale al Padre per noi:
qualsiasi cosa chiederete nel Mio Nome vi sarà data.
Se tu vivi in Gesù, preghi col Suo Cuore e il
Padre ascolta qualsiasi richiesta del Figlio amato.
Egli chiede soprattutto una cosa:
“Padre, voglio che dove sono Io siano anche loro”.
Lui è nel Cuore del Padre 
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martedì, 23 giugno 2009
Signore, hai dato a Giovanni Battista il privilegio di additare come presente a Israele il Cristo, Agnello di Dio, fa' che la tua Chiesa lo proponga in modo efficace al nostro tempo.
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domenica, 21 giugno 2009
Meglio essere liberi dalla schiavitù
che schiavi della libertà  !
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sabato, 20 giugno 2009
Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove.
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sabato, 20 giugno 2009
“La Chiesa ha bisogno di sacerdoti santi;
di ministri che aiutino i fedeli a sperimentare l’amore misericordioso del Signore e ne siano convinti testimoni”. E’ uno dei passaggi dell’omelia di ieri tenuta da Benedetto XVI nella Basilica Vaticana in occasione della Celebrazione dei secondi Vespri, nella Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù. Il rito ha segnato l’apertura dell’Anno Sacerdotale, nel 150° anniversario della morte di San Giovanni Maria Vianney, patrono dei sacerdoti.


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sabato, 20 giugno 2009

"Ricordati o piissima Vergine Maria,

non si è mai udito al mondo

che qualcuno abbia ricorso al tuo patrocinio,

implorato il tuo aiuto,

chiesto la tua protezione

e sia stato abbandonato.

Animato da tale confidenza,

a te ricorro, o Madre,

o Vergine delle vergini,

a te vengo e, peccatore contrito,

innanzi a te mi prostro.

Non volere, o Madre del Verbo,

disprezzare le mie preghiere,

ma ascoltami propizia

e esaudiscimi.   Amen"

S. Bernardo di Chiaravalle


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venerdì, 19 giugno 2009

Testimoni di Dio


La necessità permanente di riforma della Chiesa è alla radice e sullo sfondo della lettera che il Papa ha scritto ai suoi preti per l'inizio dell'Anno sacerdotale, che s'intreccia con la conclusione di quello dedicato a san Paolo. E proprio perché Ecclesia semper reformanda, secondo l'antica espressione della tradizione cristiana, anche i sacerdoti cattolici devono rinnovarsi interiormente.
A questo vuole contribuire il testo che Benedetto XVI, come fratello a fratelli, indirizza a tutti i preti del mondo. Rileggendo a centocinquant'anni dalla morte l'itinerario del cuore di Jean-Marie Vianney, quel "curato d'Ars" che ottant'anni fa fu proclamato patrono dei parroci da Pio xi - il Papa che quattro anni prima l'aveva canonizzato - e che per molti cattolici resta ancora un modello ideale di prete, sia pure un po' sbiadito dal trascorrere inesorabile del tempo.
Nella Francia profonda, prima sconvolta dalla bufera rivoluzionaria e poi desertificata spiritualmente dall'avversione anticristiana, trascorre tutta la vita di quel giovane parroco di campagna che si sentì affidare dal suo vescovo una missione tanto difficile quanto toccante, come ricorda il testo papale:  "Non c'è molto amor di Dio in quella parrocchia; voi ce ne metterete". E questo resta l'essenziale, come Benedetto XVI con insistenza ricorda.
Si sente ripetere che oggi i preti non vanno di moda, almeno nelle società secolarizzate del benessere, e che il loro mestiere non è popolare. Forse è vero, come sono vere le sconsolate riflessioni sul materialismo pratico e sulla scristianizzazione dilagante in Paesi anticamente cristiani. Ma quando si sono avute situazioni nella sostanza davvero diverse?
Anche dal punto di vista della pratica religiosa cattolica, i tempi sono sempre stati difficili, come traspare da un cenno della lettera del Papa - "la confessione non era né più facile, né più frequente che ai nostri giorni". Nonostante tutto, Benedetto XVI parla del sacerdozio "con tenerezza e riconoscenza" per le fatiche dei preti "amici di Cristo", e porta tuttora nel cuore il ricordo del primo parroco di cui fu collaboratore.
Al punto che l'infedeltà rimbombante e rilanciata di pochi è un peso, certo vergognoso, ma infinitamente meno importante delle miriadi di sacerdoti che giorno dopo giorno - magari sofferenti e incompresi, spesso offesi e impediti o addirittura perseguitati e uccisi - sono nel mondo testimoni di Cristo insieme a tanti altri loro fratelli religiosi e laici. Testimoni di un Dio incarnato che colpiscono e affascinano l'uomo contemporaneo. Forse perché  sono  segni  di  un  mondo  diverso.

g. m. v.


(©L'Osservatore Romano - 19 giugno 2009)
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venerdì, 19 giugno 2009
Il Signore ci ha accolti nel suo Cuore,
ricordando la sua misericordia !

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mercoledì, 17 giugno 2009
Facciamo la Volontà di Dio !
La volontà di Dio dunque è quella che Cristo ha eseguito e ha insegnato. E' umiltà nella conversazione, fermezza nella fede, discrezione nelle parole, nelle azioni giustizia, nelle opere misericordia, nei costumi severità. Volontà di Dio è non fare dei torti e tollerare il torto subito, mantenere la pace con i fratelli, amare Dio con tutto il cuore, amarlo in quanto è Padre, temerlo in quanto è Dio, nulla assolutamente anteporre a Cristo, poiché neppure lui ha preferito qualcosa a noi. Volontà di Dio è stare inseparabilmente uniti al suo amore, rimanere accanto alla sua croce con coraggio e forza, dargli ferma testimonianza quando è in discussione il suo nome e il suo onore, mostrare sicurezza della buona causa, quando ci battiamo per lui, accettare con lieto animo la morte quando essa verrà per portarci al premio.

Questo significa voler essere coeredi di Cristo, questo è fare il comando di Dio, questo è adempiere la volontà del Padre.

San Cipriano
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