domenica, 30 settembre 2007

Realista ?

Chi non crede nei miracoli

non è realista.

 David Ben-Gurion

postato da: tommasoacciarri alle ore 12:29 | Permalink | commenti (12)
categoria:
domenica, 30 settembre 2007

La vostra carità si arricchisca sempre più in conoscenza e in discernimento,

perché possiate distinguere il meglio ed essere integri e irreprensibili.

Colui che ha iniziato in voi quest'opera buona la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù !


Cfr. Fil 1, 9. 10. 6

postato da: tommasoacciarri alle ore 08:20 | Permalink | commenti (2)
categoria:
domenica, 30 settembre 2007

Promessa di osservare i comandamenti di Dio

Lampada per i miei passi è la tua Parola,
Luce sul mio cammino.


Ho giurato, e lo confermo,
di custodire i tuoi precetti di giustizia.
Sono stanco di soffrire, Signore,
dammi vita secondo la tua Parola
.

SALMO 118, 105-112   XIV (Num)  

postato da: tommasoacciarri alle ore 07:38 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 29 settembre 2007

Condannare il peccato

ma amare il peccatore.

Giovanni XIII

postato da: tommasoacciarri alle ore 09:05 | Permalink | commenti (10)
categoria:
sabato, 29 settembre 2007
SANTI ARCANGELI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE

  

Michele, nome ebraico che vuol dire « Chi è come Dio? » viene ricordato nel libro di Daniele del popolo eletto (Dan 10,13 e 12,1). La lettera di san Giuda (v. 9) lo presenta in lotta contro Satana per il corpo di Mosè. Anche l’Apocalisse (12,7) ricorda il combattimento di Michele e dei suoi angeli contro il drago. La liturgia dei defunti lo vuole accompagnatore delle anime. Molto venerato dagli Ebrei divenne presto assai popolare nel culto cristiano. Il 29-IX cade l’anniversario della dedicazione di una chiesa in suo onore sulla via Salaria (sec. V). 
Gabriele
«forza di Dio», si presentò a Zaccaria come «colui che sta al cospetto di Dio» (Lc 1,19). Portare l’annuncio di Dio è il compito che gli riconosce Daniele (8,16; 9,21): annunziò infatti la nascita del Battista e di Gesù Cristo (Lc 1,5-22.26-38).
Raffaele,
«Dio ha curato», compare nel libro di Tobia come accompagnatore nel viaggio del giovane Tobia e come portatore di salvezza al vecchio padre cieco.
 
San Luca mostra sovente l’intervento degli angeli nelle origini della Chiesa perché con la venuta di Cristo l’umanità è entrata nell’èra definitiva in cui Dio è vicino all’uomo e il cielo è unito alla terra. Essi vengono da Dio «inviati in servizio, a vantaggio di coloro che devono essere salvati» (Ebr 1,14). La nostra «azione di grazie», l’ Eucaristia, è una «concelebrazione» (cf LG 50) in cui ci uniamo agli Angeli nel triplice canto: «Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo».
 

L'appellativo «angelo» designa l'ufficio, non la natura

postato da: tommasoacciarri alle ore 01:36 | Permalink | commenti (1)
categoria:
venerdì, 28 settembre 2007

“Tra tutte le tombe sparse sui continenti del nostro pianeta, ce n'è una nella quale il Figlio di Dio, l'uomo Gesù Cristo, ha vinto la morte con la morte. "O mors! Ero mors tua!" (1 antif. Lodi Sabato Santo). L'albero della Vita, dal quale l'uomo a causa del peccato è stato respinto, si è rivelato nuovamente agli uomini nel corpo di Cristo. «Se uno mangia di questo pane, vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6, 51). Nonostante il nostro pianeta si ripopoli sempre di tombe, nonostante il cimitero nel quale l’uomo sorto dalla polvere ritorna in polvere (cf. Gn 3, 19) cresca, tuttavia tutti gli uomini che guardano alla tomba di Gesù Cristo vivono nella speranza della Risurrezione”

Giovanni Paolo II

postato da: tommasoacciarri alle ore 10:52 | Permalink | commenti (1)
categoria:
venerdì, 28 settembre 2007

«Basterebbe un giorno senza nessun aborto e Dio concederebbe la pace al mondo fino al termine dei giorni !»

Padre Pio

postato da: tommasoacciarri alle ore 10:44 | Permalink | commenti (5)
categoria:
venerdì, 28 settembre 2007

« Sento che oggigiorno il più grande distruttore di pace è l'aborto, perché è una guerra diretta, una diretta uccisione, un diretto omicidio per mano della madre stessa. ... Perché se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c'è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te di uccidere me. ... Noi combattiamo l’aborto con l’adozione. Se una madre non vuole il suo bambino, lo dia a me, perché io lo amo"»

Madre Teresa di Calcutta

postato da: tommasoacciarri alle ore 10:42 | Permalink | commenti (2)
categoria:
venerdì, 28 settembre 2007

I buoni pastori nell'unico Pastore
Cristo ti pasce come è giusto, con giudizio, e distingue le sue pecore da quelle non sue. Le mie pecore, egli dice, ascoltano la mia voce e mi seguono (cfr. Gv 10, 27). Qui trovo tutti i buoni pastori come concretizzati nell'unico Pastore. Non mancano infatti i buoni pastori, ma tutti si trovano impersonati in uno solo. Sarebbero molti, se fossero divisi, ma qui si dice che è uno solo, perché viene raccomandata l'unità. Per questo solo motivo ora non si parla di pastori, ma dell'unico Pastore, non perché il Signore non trovi uno al quale affidare le sue pecore. Un tempo le affidò, perché trovò Pietro. Anzi proprio nello stesso Pietro ha raccomandato l'unità. Molti erano gli apostoli, ma ad uno solo disse: «Pasci le mie pecorelle» (Gv 21, 17). Dio voglia che non manchino ai nostri giorni i buoni pastori; Dio non permetta che ne rimaniamo privi; la sua misericordia bontà li faccia germogliare e li costituisca a capo delle chiese.
Certo, se vi sono delle buone pecore, vi saranno anche buoni pastori; perché dalle buone pecore si formano i buoni pastori. Ma tutti i buoni pastori si identificano con la persona di uno solo, sono una sola cosa. In essi che pascolano, è Cristo che pascola. Gli amici infatti dello sposo non fanno risuonare la loro voce, ma esultano di gioia alla voce dello sposo. Perciò è lui stesso che pascola, quando essi pascolano, e dice: Sono io che pascolo, perché è in essi la sua voce, in essi il suo amore.
Dal «Discorso sui pastori» di sant'Agostino, vescovo

postato da: tommasoacciarri alle ore 06:24 | Permalink | commenti (1)
categoria:
venerdì, 28 settembre 2007

Io mi cibo solo di ciò che mi brucia dentro e mi infiamma, poichè mi si confà il fatto di vivere di ciò di cui gli altri muoiono...!

Michelangelo Buonarroti, 1475-1564

postato da: tommasoacciarri alle ore 01:48 | Permalink | commenti (2)
categoria: